I comunisti russi in merito all'assassinio di Boris Nemtsov
28 Febbraio 2015 20:13 Internazionale - Area ex URSS

da kprf.ru
Traduzione dal russo di Mauro Gemma
Nella tarda serata del 27 febbraio, è stato brutalmente assassinato a Mosca
Boris Nemtsov, uno degli esponenti più noti dell'opposizione russa liberale e
filo-occidentale, proprio alla vigilia della manifestazione che la destra
liberista ha in programma per il 1 marzo.
Sul carattere di sanguinaria provocazione di tale crimine ha immediatamente
preso posizione il Partito Comunista della Federazione Russa, la principale
forza politica di opposizione parlamentare.
Di seguito le dichiarazioni dei due massimi dirigenti del PCFR, rilasciate
alle agenzie e riportate con grande rilievo nel sito del partito.
Ghennady Zyuganov: “Per i grandi incendi c'è bisogno di vittime sacrificali”
http://kprf.ru/party-live/cknews/139840.html
Il leader del PCFR Ghennady Zyuganov definisce l'assassinio
del politico dell'opposizione Boris Nemtsov una provocazione e invita lo
speaker della Duma di Stato Serghey Narishkin ad affrontare urgentemente con i
politici ad ogni livello l'evolversi della situazione nel paese.
“Ci sono forze interessate ad aggravare al massimo la situazione. E' necessario
indagare al più presto su quanto è accaduto. Questa è una provocazione. Per gli
incendi di grandi dimensioni sono necessarie vittime sacrificali e proprio in
questo modo, con la provocazione, hanno avuto inizio molte sciagure nel mondo”,
- ha dichiarato oggi G. Zyuganov a Interfax.
Il leader del PCFR propone di discutere della situazione in una Tribuna aperta.
Egli ha fatto notare che “non si tratta solo di fare le condoglianze, ma che è
necessario riunire i leader politici per valutare che cosa stia accadendo nel
paese”.
“Abbiamo bisogno di cambiare l'attuale linea finanziario-economica del paese.
Le politiche liberali sono mortali per il paese”.
Il leader comunista ha espresso la sua preoccupazione, affermando che “non
importa quale versione sia fornita del delitto, resta il fatto che esso ha
avuto luogo nel centro di Mosca di fronte al Cremlino, in un momento molto
difficile per il paese”.
G. Zyuganov ha espresso anche profondo cordoglio ai parenti e agli amici di
Boris Nemtsov.
Ivan Melnikov: “L'assassinio di Boris Nemtsov è una provocazione per far
crescere l'isteria anti-russa”
http://kprf.ru/dep/gosduma/activities/139832.html
L'assassinio di Boris Nemtsov si presenta come una crudele
provocazione che si propone di eccitare l'opinione pubblica in Russia e
diffondere sentimenti anti-russi all'estero. Lo ha affermato il primo
vicepresidente del PCFR e primo vice speaker della Duma di Stato, Ivan
Melnikov.
In precedenza, il centro stampa del Ministero dell'Interno aveva comunicato che
alle 23.40 del 27 febbraio, nel centro di Mosca, da sconosciuti era stato
ucciso con quattro colpi di arma da fuoco alla schiena un uomo che, come risulta
dai documenti, è il politico Nemtsov.
“Per un commento approfondito occorrerà aspettare gli sviluppi. Dal punto di
vista politico, se teniamo conto del momento scelto, dell'appartenenza
ideologica, della notorietà del nome, sembrerebbe che la feroce provocazione
politica sia stata organizzata con i medesimi scopi che stavano dietro
l'abbattimento del “Boing” (in Ucraina nel 2014)”.
“E questo proprio allo scopo di infiammare l'opinione pubblica all'interno del
paese e provocare un'ondata di isteria anti-russa all'estero. Né l'una né
l'altra cosa sono nell'interesse degli oppositori dello scomparso Nemtsov”.